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15/11/2007 - Il mio debutto nel giornalismo -  autore: BIZZO

E' con grande orgoglio che vi annuncio il mio debutto nel mondo del giornalismo.
Da oggi 20 Novembre potete visionare i miei lavori sul quotidiano on-line:

http://www.ilreporter.com/

Oggi trovate la prima parte di quattro articoli dedicati al mondo della Stazione Centrale di Milano.
Se nella home non vedete l'articolo o comunque se volete sempre tenere d'occhio i miei articoli basta digitare "Francesco Bizzini" nello spazio di ricerca nella home page in alto a sinistra (dove troverete anche già caricato l'articolo che uscirà il
Fate girare ai vostri conoscenti questa mail.
Il sito merita tanto.
Spero vi piaccia anche il mio lavoro.

 

15/11/2007 - Abbiamo perso le stelle -  autore: BIZZO

Trovandomi nei pressi di Monza poco più di un’ora fa ho scoperto veramente l’acqua calda.
Alzando il mio naso ho notato una cosa che la nostra Milano ha perso da molto tempo: le stelle.
Non troppo lontano dalle luci della metropoli meneghina qualche bell’astro mi ha fatto compagnia per un breve attimo, un attimo che però m’ha pietrificato.
Emanuele Kant una volta disse: “la legge morale in me ed il cielo stellato sopra di me”.
Un filosofo medioevale invece portava a prova dell’esistenza di Dio la bellezza degli astri del cielo.

Io non sono così profondo, semplicemente penso che davanti ad uno spettacolo così stupendo molti dei nostri affanni giornalieri si riducano ad un nulla.
La natura, quindi, come cura alle malattie dell’anima, malattie che vengono amplificate dalla metropoli, metropoli che ci narcotizza con una falsa comodità che, più che aiutarci, sembra rinchiuderci.

Siamo rinchiusi nelle nostre comodità: televisione, computers, videogiochi, palestra, macchine, lusso.
Siamo rinchiusi tanto da rimanere di sasso davanti ad uno spettacolo che per noi dovrebbe essere una cosa scontata e assolutamente naturale.
Un clochard, preso dai fumi dell’alcol, una volta mi disse : “Siamo polvere di stelle”.
Per questo dico che stiamo dimenticando chi siamo.

 

23/10/2007 - EXPO (stati dalle balle) 2015 -  autore: BIZZO

Questa sera ero di turno al centro di prima accoglienza SOS EXODUS della Stazione Centrale di Milano.
Come oramai anche i muri sanno il nostro sindaco Letizia Moratti ed altri politici della regione hanno accolto in questi giorni i delegati della fiera mondiale EXPO.
Questi attenti scrutatori avevano il compito di vagliare la possibilità concreta della nostra città di presentarsi come candidata per ospitare questo gigantesco avvenimento. I nostri zelanti amministratori potevano fare una figuraccia perdendo questa occasione? Assolutamente no, allora giù in una settimana a tirar a lucido una città che praticamente dalla sua lenta creazione non aveva mai subito un ripulisti così forzato.
Voi direte "meno male", io invece affermo "molto male", per due motivi che andrò brevemente a spiegare.
Motivo numero uno: pulire in maniera drastica fa emergere, oltre che lo sporco impossibile, anche tutta la poca cura che è stata dedicata a questa operazione in questi anni. Al milanese interessa SEMPRE una città così, non solo quando devono venire degli ispettori.
Motivo numero due: ho potuto notare con i miei occhi che addirittura i poveri della Stazione sono stati fatti sgomberare, come se fossero polvere, sacchetti del pattume da non mostrare a chi vuole vedere solo il lusso di Milano.
Milano, come poi tutte le metropoli, è un insieme di tutto. La Centrale è come Milano un mix incredibile di mondi.
C'è il mondo dell'uomo d'ufficio che va a lavorare, c'è il mondo di chi dall'ufficio è stato licenziato e, abbandonando moglie e figli, s'è trovato su di una panchina.
C'è chi parte a fare l'inter-rail e chi su quelle "rail" ci si è perso rincorrendo una dipendenza.
Capisco e conosco il senso di fastidio che può dare una situazione di degrado a chi vuol entrare in Milano.
Capisco e conosco però che l'uomo non potrà mai essere - in un paese democratico - spazzato via e gettato nel cestino.
Allora ai delegati dell' EXPO(stati) 2015 che stasera erano in giro per la zona della stazione voglio dedicare la mia gioia per aver passato due ore proprio con quelle persone che la nostra amministrazione non ha voluto mostrare.
Ho goduto della presenza alcoolica del dotto Ciupetaki, maestro assoluto di ogni forma del conoscibile.
Ho goduto della presenza maleodorante del tizio con la spalla rotta che parlava come quello di Zelig che impersona lo strafatto.
Ho goduto della presenza dei due ragazzi che dormono sui treni in Centrale.
Ho goduto nell'aver trovato un posto a dormir ad un ragazzo in un dormitorio solo anteponendo la sigla "dottore" al mio nome e cognome (la forza della laurea).
Infondo la città così pulita è anche un po' troppo noiosa.

13/09/2007 - L'Italia media che s'inalbera d'essere tale -  autore: BIZZO

E' indubbio che, nonostante la multiformità della propria posizione storico-geografica, gli Italiani abbiano la geniale responsabilità d'aver coniato dalle viscere di un barlume di auto coscienza lo storico detto “Piove governo ladro”. La sensazione, quindi, d'essere di fronte ad una nazione che ricorra spesso al senso comune per sfogare le normali disavventure della vita è alquanto fondata.
Sarebbe ottima cosa perdersi nei meandri dei libri d'antropologia per capire come e quanto, e se mai questo fenomeno culturale fosse diffuso anche nelle epoche passate.
Fenomeno molto più moderno è però il fatto di lamentarsi di chi si lamenta. Grazie alla scolarizzazione di massa siamo diventati sempre più capaci di creare un giudizio, più o meno completo, su tutto e soprattutto su tutti.
Fuori dalle mie possibilità è sapere quanto questa capacità democratica del logos sia effettivamente una capacità effettiva, supportata da riflessioni profonde e competenti, oppure un altro modo di affrontare le frustrazioni della vita, sentendosi capaci di almeno un potere che nessuno in tempi moderni (forse) dovrebbe toglierci, quello di esprimersi in libertà.

Siamo anche lontani dal precetto evangelico, quantomeno istantaneamente dimenticato, del non giudicare per non essere giudicati.
Ora, nei fasti della cultura democratica da esportazione, il giudizio sembra essere diritto indiscutibile del popolo. Televoti, tavole rotonde dentro quadrati schermi televisivi, ricostruzioni in plastico di omicidi, processi mediatici e tutto il resto sono le armi dell'uomo contemporaneo per affrontare l'angoscia di non contare più di un voto su di una scheda ed un codice su di una tessera sanitaria.

Allora, restando sul presente di questa estate, ripercorriamo le tappe dell'indignazione per la mediocrità dell'uomo mediocre che disgustato si inalbera.
Corona è solo il primo degli uomini, venuto alla ribalta in questo marasma di liberazione dal mediocre che ci vorrebbe in prima linea sempre e comunque nella difesa del buon costume. E' di oggi la notizia che in provincia di Potenza, precisamente a Venosa, si vuole impedire la presenza dell'abbronzato paparazzo alla notte bianca del paese. Ben 2.727 hanno firmato un documento che specifica la non volontà d'ospitare un personaggio che d'importante ha avuto solo tre mesi di carcere e un mucchio di critiche verso la magistratura oltretutto del luogo. Il loro boicottaggio sarà quantomeno brillante: volgeranno le spalle, ognuno dei duemila, con un libro in mano, tentando di contrastare “L'invasione del mondo della tv nella società reale”.

Come poter non essere assolutamente concordi con tale iniziativa?

Vorrei solo però ragionare su quanto questo “sdegno” sia forse una lotta, se non inutile, fuori addirittura da un prospetto democratico di accettazione della volontà popolare.

Giusto lottare, per carità, ragionare però sulle proprie fatiche è un dovere dell'uomo impegnato.
In Italia impazzano presunti telegiornali e programmi televisivi che distribuiscono alla massa il prodotto che piace alla massa (o che alla massa deve piacere). Fabrizio Corona, nel modo di vestirsi, nel modo di gestirsi (essere imprenditore di sé stessi, tanto per capirci) è il modello che la maggior parte degli italiani vorrebbe come guida del proprio esistere. Un bell'uomo, ricco, accompagnato da una modella, famoso dal punto di vista mediatico (in Italia non conta esserlo per i mesi passati in una cella o per aver vinto il premio Nobel), tutto questo è quello che una buona fetta di Italiani vorrebbero essere. Gli ascolti premiano i programmi che approfondiscono la conoscenza di questi modelli. Il rotocalco di Italia 1, Lucignolo per intenderci, basa tutto il suo successo proprio su queste offerte “Wannabe” che fanno sognare chi di sogni è privo portandolo ad ammirare proprio personaggi come Corona. Scagliarsi contro la non presenza di programmi di qualità nella fascia oraria nella quale Lucignolo trova locazione è troppo pretestuoso. Gli ascolti sono alti e non si parla di poche migliaia di unità (poco) pensanti e annoiate, si parla di numeri molto più abbondanti e di conseguenza preoccupanti.

Allora, vi chiederete se io stia consigliando di gettare la spugna. No, la verità però alle volte deve essere affrontata per quella che è. In barba alla bellissima contromossa letteraria degli amici Venosiani, prima di tutto la serata in questione non è la sagra del libro, bensì la “commerciale” notte bianca, trovata moderna per creare un momento di svago notturno per raccogliere fuori orario d'apertura acquirenti per i propri esercizi commerciali, la cultura in effetti in queste cose è proprio una cosa accessoria.

Lamentarsi pure del fatto della presenza di un pregiudicato in un paese immacolato fa ancora più sorridere se pensiamo che, in metafora più estesa, il nostro paese chiamato Italia è governato da un imbarazzante nucleo di parlamentari con pendenze penali. Vorrei allora vedere la stessa indignazione se ad arrivare non fosse l'abbronzato Corona ma un politico di ampio richiamo mediatico ( e in Italia con queste caratteristiche di ospiti ce ne sarebbero tanti).
Prendete allora, o cari amici di Potenza, i libri in mano ma, invece di voltare le spalle al personaggio in voga di turno, leggete ai vostri figli più favole, mostrateli il bello di leggere un libro, non lasciateli davanti alla televisione, non permetteteli di innamorarsi di quei modelli che in una festa di giovani, fatta per giovani, non può che rispecchiare nei contenuti ciò che i nostri giovani oggi gradiscono.
Partita difficile e quindi persa?
Inutile allora voltar le spalle.

 

 

22/06/2007 - Soperga vs Le colonne di S.Lorenzo -  autore: BIZZO

 

Essere intransigenti qualche volta forse paga.
Mi sto riferendo a ciò che succede alle colonne di S.Lorenzo da oramai anni.
Degrado ed anarchia indigesta anche per chi come noi ama le cose 'improvvisate'.
Abbiamo un esempio di spazio auto-gestito in zona, lo storico Leonkavallo, la differenza però è ben visibile, almeno a chi non vuol fare della demagogia.
Le colonne di S.Lorenzo si trovano in un nucleo abitativo 'fitto', il Leonkavallo ha solo un palazzo davanti e il nulla intorno. Nel centro sociale, i concerti vengono tenuti all'interno di una struttura chiusa (anche se alle volte i vetri rotti rendono il tutto un po' inutile), alle colonne si è all'aperto e l'acustica (perfetta) della piazza fa rimbombare anche la minima voce.
Indipendentemente dal fatto che tutti e due i luoghi siano una spina nel fianco dei residenti, credo che la zona di S.Lorenzo sia veramente fuori controllo e deturpata da schiamazzi, imbrattamenti di ogni genere, risse, tamburi che risuonano fino alle 02:00.
Senza contare che, tirando fuori tutto il mio campanilismo milanese, credo che la maggior parte dei ragazzi che frequentano la zona sia residente fuori Milano o in zone super fiche dove regna il silenzio più assoluto ad ogni ora.
Allora, seppur Via Soperga sia lontana kilometri da quelle colonne esprimo solidarietà agli abitanti della zona che hanno il DIRITTO se non d'aver silenzio (cosa improbabile) d'avere una piazza rispettosa delle regole comuni di convivenza.
Salviamo le colonne da chi non rispetta Milano.
Ripiazziamoci le transenne.

 

 

05/06/2007 - C'è chi parla e c'è chi vive -  autore: BIZZO

Ci sono i politici che ci tengono sempre di buon umore. Oggi va di moda il pensare che i vertici della Finanza vengano mandati a casa.
A noi però che aprendo la finestra non vediamo Roma o che alla sera non partecipiamo ai dibattiti televisivi, che diamine ci interessa di tutte queste cazzabubbole?
Vedo fuori dalla mia finestra la mitica via Soperga e mi chiedo se uno dei politici che animano questi dibattiti abbia mai calpestato il cemento di una strada di semi-periferia.
Ora sta piovendo e l'odore del catrame bagnato impregna l'atmosfera con la sua imponente capacità di far ritornare i ricordi. Mi viene in mente quanto spazio esista fuori dalla mia stanza. Quanto c'era prima e quante persone ci sono passate sopra, quante ci passeranno ancora.
Quante epoche, quante feste e quanti drammi.
Questa è la vita per noi cittadini che non possiamo assaporare il cambiamento della natura.
La nostra natura sono queste cose.
Lampioni.
Muri pittati.
Lavori che cambiano a tempi regolari la faccia della nostra zona.
Davanti a tutto ciò, che senso hanno le parole dei politici?
Cosa ci interessa dei licenziamenti della Finanza.
Piove.

 

 

29/05/2007  - Si ritorna a scrivere -   autore: BIZZO

Vedere costantemente sulla mia Home il sito fermo da un anno era una cosa che mi faceva male.
Indubbiamente ho tante cose a cui pensare nella vita e questo dolore di certo non era tanto straziante da dover essere affrontato con urgenza. Allora giorni, mesi ed infine l'anno hanno fatto il loro corso.
Noto come sulla rete sia impazzata la 'blog mania'. La mania di voler tenere uno spazio su internet gratuito e facile d'aggiornare (anche se con un indirizzo inviso alla comune capacità mnemonica). Sono stato anch'io incuriosito da questa pratica ma, con il passar del tempo, come spesso mi capita davanti a fenomeni di massa, ho iniziato a non sopportare questa nuova formula di comunicazione.
Quindi, con pazienza e senza nessuna facilitazione ho deciso di rimettere in piedi un faticoso sito (per chi come me non mastica di progammazione) dove poter dar sfogo alla mia mai doma volontà espressiva.
Cosa dire di più? Vedremo cosa verrà fuori.
Ben ritornati a tutti (se mai ci siete ritornati) e ben arrivati a chi ha appena scoperto il sito.
Il viaggio riparte da qua.
Baci.